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Overview

The book will grow up collecting the micro-stories of best-practices of post-quake social and spatial transformations, that will be added in this website during the 14th International Architecture Exhibition of la Biennale di Venezia (7th june – 23th november).

L’Aquila’s Post-Quake Landscapes gathers under 7 main macro-themes (Absence, Suspension, Reconstructions, Demolitions, Temporariness, Landscape Transformations, City Elsewhere) the temporalities and the fragmentations observed going hand in hand in a circular relationship of cause-effect.

The thematic sections will be structured the forthcoming publication, that will collect the descriptions of the social landscapes in transformations and the good-practices for the physical and social reconstruction, together with the outcome of “Lucid Schizophrenia” a workshop organized by ETICity (16-21 settembre 2014) during La Biennale – section Weekend Specials.

The book in progress is edited by Claudia Faraone & Andrea Sarti and published by professionaldreamers.

 

 

Absence

Un urban center per l’Aquila

L’Urban Center proposto dall’INU in collaborazione con l’Osservatorio di ricerca sugli Urban Center e della sua rete, è incardinato sull’opportunità dell’esercizio dei principi di democrazia partecipativa e deliberativa nei processi di coagulazione del consenso e di maturazione del quadro decisionale. Nell’attuale condizione della Comunità aquilana, risulta ineludibile non soltanto trovare canali preferenziali per informare la cittadinanza di linee strategiche, piani programmi e progetti che le istituzioni e le autorità preposte dovranno mettere in campo, ma allo stesso modo rispondere alle legittime aspirazioni della comunità aquilana…

(incipit del saggio*micro-storie di Ombuen/ Di Ludovico)

 

 

Suspension

Un Terremoto Ci Salverà. Dispositivo cognitivo per la costruzione di una cultura del disastro

Colpiti dalla scarsa qualità della comunicazione inerente i rischi geologico-ambientali, principalmente legata agli aspetti drammatici più che a quelli informativi, nonché dallo stato di abbandono in cui versa molto del paesaggio urbano la direzione di Opere, la rivista della Fondazione Architetti di Firenze, pensò nel 2013 di dedicare tutto il numero 33 alla tematica. Si partì da uno scenario radicale, visionario, ma totalmente possibile,  di un terremoto che colpiva Firenze così da provocare, a seconda dell’intensità, danni irrisori o radere al suolo la culla del Rinascimento (…)
Seguì a quel numero un simposio nel quale si comprese sempre più come quello che è pienamente presente in Italia è un annullamento consapevole, nella popolazione, del rischio derivante dall’instabilità e della fragilità geologica italiana…

(incipit del saggio*micro-storie di Guido Incerti)

Reconstructions

1. L’esperienza di Appello per L’Aquila. Un percorso politico condiviso dopo il terremoto

Appello per L’Aquila è nato ufficialmente con la pubblicazione – il 12 ottobre 2011 – di un manifesto rivolto alle cittadine e ai cittadini dell’Aquila affinchè, attraverso l’impegno in un percorso politico condiviso in vista delle elezioni amministrative del maggio 2012, scegliessero di dare rappresentanza istituzionale a un movimento civico che, fin dall’immediato post-sisma nel 2009, aveva saputo elaborare proposte originali e stimolanti per la rinascita del tessuto urbano, produttivo e sociale del territorio….

(incipit del saggio*descrizione di Ettore Di Cesare)

 

2. Tra committenza, contesto, edilizia ed architettura

Il tema della committenza è fondamentale. Oggi a L’Aquila essa è costituita una moltitudine liquida di individui. Le richieste spaziano dall’archetto in mattoni, sporto di gronda ed imbotti in pietra nei sogni della maggior parte, alle case su misura di estrazione alpina per i più osé.  Se è vero che questa committenza è evidentemente spaesata da una cultura generalista che si occupa di architettura in modo compiacente ai preconcetti del fruitore, va anche detto che i tecnici sono poco “preparati” a gestire quelle che, a L’Aquila post-sisma,  assomigliano più a sedute dallo psicologo…

(incipit del saggio*micro-storie di laq_architettura)

Demolitions

Dilogare per progredire

La deprivazione di una continuità temporale di vita quotidiana segna lo stato d’animo dei residenti nei territori terremotati. La consapevolezza di un “prima normale” e un “dopo eccezionale” nella persistenza del malessere, traspare ogni qualvolta si chiede “Come va?”.
A L’Aquila ci si è sentiti parte di un tutto (in identità e cultura) solo nei primi mesi dopo il sisma.  Col tempo, con l’avvicendarsi degli scandali e dei ritardi inspiegabili della ricostruzione, la popolazione si è trovata in una palude di inconcludenze, litigi e soprusi, quasi una forma “ritrovata” di gerarchia borbonico/papalina di poteri paralleli e vischiosi…

(incipit del saggio*descrizione di Roberto Lettere)

 

Temporariness

RE_PLACE. La pratica artistica che “reclama spazio” e riaccende la città

Sin dalla sua nascita, MU6, il trimestrale edito dall’Associazione Amici dei Musei d’Abruzzo, si è offerto come attivatore di processi di costruzione e valorizzazione del patrimonio culturale. Re_Place, un progetto di arte urbana, è perciò nato come un disegno progettuale e processuale non demandabile ad altri linguaggi – se non all’arte contemporanea – e non procrastinabile. Gli stravolgimenti causati dal terremoto hanno determinato inimmaginabili e brusche modifiche del vivere individuale e collettivo, sia sul piano fattuale sia su quello simbolico. Era quindi urgente proporre istanze di rinnovamento, riappropriarsi dello spazio urbano attivando pratiche artistiche condivise…

(incipit dal saggio*micro-storie di Antonella Muzi per aMa-MU6)

Transformations

Narrazioni geografiche post sisma e partecipazione

Nella ricerca e nella prassi geografica post sisma ha assunto rilievo la partecipazione intesa in una duplice accezione: come metodologia d’indagine e come dispositivo prasseologico. Nella ricerca sul campo, la partecipazione è stata utilizzata come metodologia per il monitoraggio costante e continuo del disagio socio-territoriale attualmente in atto riguardante il cambiamento dei comportamenti legati allo stravolgimento dei luoghi della quotidianità; alla qualità del rapporto abitante-territorio nella sua proiezione presente e futura; alla percezione d’insicurezza che discende dalla diffusa incapacità di governare cognitivamente, praticamente e organizzativamente la nuova condizione…

(incipit dal saggio*descrizione di Lina M. Calandra)

City Elsewhere

1. Catastrofe e c.a.s.e*

Se è alquanto scontato che il disastroso sisma che si è abbattuto sull’Abruzzo aquilano il 6 aprile 2009 avrà localmente delle conseguenze socio-culturali di portata epocale, va appuntato che queste scaturiranno in gran parte dagli esiti delle scelte urbanistiche volte ad orientare le procedure di ripristino e, inevitabilmente, di trasformazione delle aree colpite. Posto che dal secondo dopoguerra in Italia, in seguito ad ogni terremoto, si è assistito a un picco d’incremento dei fenomeni di consumo di suolo, e che globalmente tali fenomeni sono da decenni già di per sé endemici anche in tempi “normali”, pare che all’Aquila questo particolare si sia da subito delineato in modalità colossali attraverso la scelta governativa del progetto C.A.S.E. in luoghi prevalentemente rurali interni al territorio comunale…

                                        (incipit del saggio*descrizione di Antonello Ciccozzi)  *già in  “Il terremoto dell’Aquila. Analisi e riflessioni sull’emergenza” Osservatorio sul terremoto dell’Università degli Studi dell’Aquila(ed.)

2. Il progetto Bibliobus: libri per ricostruire

Il progetto Bibliobus è nato a L’Aquila all’indomani del sisma  come biblioteca itinerante, per dare un conforto alle persone nelle tendopoli e offrire un momento di svago culturale attraverso i libri. L’idea di portare libri tra la gente si è sviluppata dall’incontro di realtà diverse  e si è concretizzata grazie alla generosità delle tante persone che, da tutta Italia, hanno inviato libri e pensieri di solidarietà a L’Aquila già dai giorni successivi al sisma. La trasmissione Fahrenheit di Radio 3 ha infatti raccolto le donazioni: 40 mila libri circa solo durante la prima fase post-terremoto…

(Incipit saggio*micro-storie di Bibliobus L’Aquila)

experiences

Even if the city was already struggling in economical terms, L’Aquila nowadays is undergoing major structural changes due to the natural disaster occurred on the 6th of April 2009. What has been more affected is its territory that, apart from the historical city centre, is acting as a “relief valve” to the several changes concurring to create different and conspicuous imbalances and conflicts, mirroring on its fragmentation.

As complementing to the photographic project, L’Aquila’s Post-Quake Landscapes (2009-2014) will edit a small publication that gathers data relating to the post-earthquake reconstruction and some essays by different actors and scholars about the “post” condition of L’Aquila’s territory.
The contributions will be interdisciplinary and will try to give an overview of several points of view of what has been happening in L’Aquila. Starting from the transformations of the urban and social space, in order to describe also the actions (best practices, formal and informal practice, etc) dealing with the reconstruction in a sustainable way, that is integrated and sensitive to immaterial processes, to the memory, to the social relationships to rebuild and to the public spaces to reshape.