City Elsewhere

1. Catastrofe e c.a.s.e*

Se è alquanto scontato che il disastroso sisma che si è abbattuto sull’Abruzzo aquilano il 6 aprile 2009 avrà localmente delle conseguenze socio-culturali di portata epocale, va appuntato che queste scaturiranno in gran parte dagli esiti delle scelte urbanistiche volte ad orientare le procedure di ripristino e, inevitabilmente, di trasformazione delle aree colpite. Posto che dal secondo dopoguerra in Italia, in seguito ad ogni terremoto, si è assistito a un picco d’incremento dei fenomeni di consumo di suolo, e che globalmente tali fenomeni sono da decenni già di per sé endemici anche in tempi “normali”, pare che all’Aquila questo particolare si sia da subito delineato in modalità colossali attraverso la scelta governativa del progetto C.A.S.E. in luoghi prevalentemente rurali interni al territorio comunale…

                                        (incipit del saggio*descrizione di Antonello Ciccozzi)  *già in  “Il terremoto dell’Aquila. Analisi e riflessioni sull’emergenza” Osservatorio sul terremoto dell’Università degli Studi dell’Aquila(ed.)

2. Il progetto Bibliobus: libri per ricostruire

Il progetto Bibliobus è nato a L’Aquila all’indomani del sisma  come biblioteca itinerante, per dare un conforto alle persone nelle tendopoli e offrire un momento di svago culturale attraverso i libri. L’idea di portare libri tra la gente si è sviluppata dall’incontro di realtà diverse  e si è concretizzata grazie alla generosità delle tante persone che, da tutta Italia, hanno inviato libri e pensieri di solidarietà a L’Aquila già dai giorni successivi al sisma. La trasmissione Fahrenheit di Radio 3 ha infatti raccolto le donazioni: 40 mila libri circa solo durante la prima fase post-terremoto…

(Incipit saggio*micro-storie di Bibliobus L’Aquila)