the authors

Andrea Sarti (La Spezia, 1972) Architect-Photographer 

Claudia Faraone (L’Aquila, 1976) PhD Architect-Urbanist 

they currently live in Venice (IT)

Andrea Sarti www.cast1466.com

He graduated in 2004 at the School of Architecture in Venice (IUAV) with a thesis exploring the possibility of transforming the urban voids generated by the quick growing of North-Eastern Italian “città diffusa”, in order to use them as temporary place of public interest, inhabited by collective cultural and social activities. The research title is Intermittent cities. On waiting spaces and how to inhabit transforming city and a visual survey through photography is a central part of it.

He approached urban and landscape photography during urban planning fieldwork following Bernardo Secchi’s course and Italo Zannier’s photography history course.

Since 2005 he has been working as a professional photographer within CAST1466 studio, of which he is founder member, and he works primarily on architecture, interiors, exhibitions and museum events.

His photographic research deals with changing urban landscapes, both in personal projects and in collaboration with academic institutions and galleries, among them After-Sprawl, Research for the contemporary City curated by Xaveer De Geyter Architecten (2002); Borders Project, multidisciplinary project curated by the A+A art gallery in Venice (2003-05), with IUAV research group LUS-Living Urban Scape Raibosola: a Tale of Public Intimacies (2013)

In the last years, his research interest has been focusing on urban and landscape post-disaster transformations, such as in L’Aquila (Abruzzo), Gibellina (Sicily), Cinque Terre (Liguria), Skopje (FYROM).

From 2007 to 2012 he has worked as the official photographer for Peggy Guggenheim Collection in Venice.

Since 2008 he has been working for some of the national pavilions at Architecture and Art Biennale in Venice, among them the Italian one (2006-2008), the Japanese one (2010), the USA (2009) and ex-Corderie (2012)

—-

 Claudia Faraone, Architetto-Urbanista, PhD

Architetto (2004, IUAV Venezia) e dottore di ricerca in Politiche territoriali e progetto locale (2011-Etichetta Europea, Università RomaTre e ENSA Paris-la-Villette), specializzata in urbanistica col joint program europeo EMU – European Post-graduate masters in Urbanism (2007, UPC Barcellona, TU Delft e KU Leuven). Dal 2004 organizza e partecipa a laboratori d’indagine, progettazione, esplorazione urbana e produzioni audio-visive, nazionali e internazionali. Dal 2005 è collaboratrice alla didattica nelle università di architettura di Venezia e RomaTre. Dal 2012 membro fondatore dell’associazione di promozione sociale ETICity-Exploring Territories, Imagining the City. Alla ricerca affianca esperienze in studi professionali e amministrazioni pubbliche. Ha collaborato nella ricerca FIRB 2008 in strategie di rigenerazione urbana della “città pubblica” del Triveneto, presso lo IUAV di Venezia Living Urban Scape. Attualmente è assegnista di ricerca FSE con lo stesso tema presso lo IUAV.

Partecipazione tecnica alla fase post-emergenza e di ricostruzione a L’Aquila.

Dal 2009 al 2011 ha collaborato a L’Aquila come tecnico per l’emergenza Abruzzo con il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con l’ S.G.E. – Struttura di gestione dell’emergenza del commissario delegato per l’emergenza Presidente della Regione Abruzzo. Nel 2012 fa parte del gruppo di lavoro dello IUAV – Università di Venezia, per un contributo tecnico-scientifico al piano di ricostruzione di Borgo Rivera a L’Aquila. Durante questo periodo organizza e partecipa a vari seminari di lavoro e divulgazione e lavora alle pubblicazioni correlate.

Contributo al dibattito sulla ricostruzione con interventi, organizzazione di eventi e seminari.

Ha fatto parte del Collettivo99 con cui tra il 2009 e il 2011 ha organizzato una serie di incontri, tavoli di lavoro e mostre per costruire una proposta esperta e partecipata sulla ricostruzione col work in progress progettuale “L’Aquila-Riconversione oltre la ricostruzione”, il ciclo di incontri “Convergenze”, i tavoli di lavoro Lab99.

Sempre con il C99 e con l’associazione Amici dei musei d’Abruzzo ha ideato e organizzato l’intervento di arte urbana RE-PLACE #1 nel centro storico inagibile, con installazioni luminose, a un anno dal terremoto.

Ha partecipato ai workshop del LAURAq-Laboratorio urbanistico L’Aquila, iniziativa dell’INU-Istituto Nazionale Urbanistica e ANCSA, Associazione Nazionale Centri storici artistici. Ha inoltre collaborato con l’associazione di promozione sociale Bibliobus (2011).

Insieme a Guido Incerti e Elisa Poli ha fatto parte del coordinamento scientifico e organizzativo della giornata di studi “Un terremoto ci salverà” (2013), promosso dalla Fondazione Professione Architetto e dalla Provincia di Firenze.

Ricerca sul campo, analisi e narrazioni.

Il suo interesse di ricerca per la condizione urbana post-terremoto è iniziata nel 2007 con una ricerca su Skopje, capitale della Macedonia (FYROM) per la tesi di master. La ricerca ne rilevava gli effetti a 45 anni dal terremoto che la distrusse completamente – con le Nazioni Unite che ne curarono la ricostruzione – e dopo la balcanizzazione della Jugoslavia.

Dell’Aquila post-terremoto dal 2009 ha scritto e filmato per la tesi di dottorato e in altri contributi di ricerca, presentati in vari convegni nazionali e internazionali, pubblicati online e in cartaceo.

Sia la tesi di dottorato che alcuni dei contributi successivi cercano di analizzare e descrivere il tempo della città subito dopo il terremoto, nelle sue trasformazioni fisiche, di usi e pratiche. Evidenziandone le trasformazioni repentine durante il tempo sospeso, la condizione di attesa del territorio dopo una forte rottura, la convivenza con la rovina (Tesi dottorato et al.). Conseguentemente si è occupata dei temi legati alla governance post-terremoto (attori, strumenti e modalità) e alle ricadute sullo spazio fisico correlate (Lezione Cornell University in Rome, II Biennale Spazio Pubblico a Roma).

Ha approfondito inoltre il rapporto tra lo spazio pubblico virtuale e quello reale, con un’analisi del legame ambivalente tra lo spazio fisico terremotato e quello virtuale dei social network e web 2.0, surrogato della vita pubblica reale venuta meno dopo il terremoto, e viceversa (The Media of the Metapolis. Reflecting the knowledge base of urban research – Rencontre Francois Ascher-Bauhaus-Universität di Weimar).